Tabarrificio Sartoria Artigianale del Trentino

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Storia

Fin dal medioevo il panno di Loden era prodotto dai contadini delle Dolomiti e del Tirolo che filavano e tessevano nei loro masi, il colore era grigiastro come la lana grezza delle loro pecore (pecora tirolese).

Divenne un tessuto di moda quando la fabbrica di Loden Moessmer (che produce nel suo stabilimento di Brunico sin dal 1894) confezionò un mantello bianco per l'imperatore Francesco Giuseppe, così da panno di contadini, con l'aggiunta di lana merinos, divenne tessuto per abiti da caccia e montagna per la nobiltà austroungarica. Da grigio il suo colore divenne bianco, rosso, nero e da ultimo verde foresta, quello più diffuso attualmente. Nel 2010 è stato creato il primo Loden ignifugo, da parte del lanificio Moessmer, in grado quindi di resistere alle fiamme.

Procedimento  

Dalla tosatura di pecore selezionate viene utilizzata solamente la lana più delicata. Dopo la cardatura e la filatura la lana viene tessuta, si ottiene una stoffa grezza che viene follata (compressa e battuta) da macchinari (gualchiera) fino all'infeltrimento, per ottenere un panno resistente. Le successive fasi di finissaggio sono: tintura, garzatura, rasatura e pettinatura; questo trattamento indirizza e appiattisce le fibre del pelo in un'unica direzione, che convoglia e fa scivolare le gocce d'acqua aumentandone l'impermeabilità. Per conferire al tessuto la sua particolare lucentezza, il Loden viene lavorato in appositi e speciali essiccatoi. Durante il taglio della pezza, nelle confezioni di sartoria, bisogna tenere conto dell'orientamento del pelo che, ovviamente, deve andare verso il basso. Col termine Loden viene anche indicato il tipo di cappotto realizzato con questo panno.